mercoledì 25 maggio 2016

IUDISCO DI SCOTTONA ARROSTO



E rieccomi cari Amici di "COME MANGIO IO" . Scusatemi per la lunga assenza , ma chi mi segue sa che da un pò di tempo sono a capo delle redazione di una nuova realtà virtuale che mi prende davvero tanto. Quella realtà si chiama "CUOR DI CUCINA" un portale di ricette aperto a tutti coloro avessero voglia di far conoscere al mondo del web, il proprio saper fare in cucina, ma soprattutto a disposizione di chi vuole attingere e relaizzare ricette facile, buonissime e di sicura riuscita.
 Da quando è partito Cuor di Cucina mi si è aperto un nuovo mondo culinario, che mi ha fatto conoscere tante belle persone, diventate Autori all'interno del Sito, che mi ha dato la possibilità di organizzare eventi, anche di beneficenza e poter far conoscere alla gente chi è veramente CdC con persone vere che hanno voglia di scendere direttamente in campo , senza fronzoli e mettendosi a disposizione del pubblico. 
Tutto questo, però, non significa che ho abbandonato il blog o i miei lettori, rieccomi qui anche se in modo più rallentato, ma ci sono sempre e se volete continuare a seguirmi,  lo potete fare guardando tutte le mie nuove ricette oltre che spaziare in un nuovo universo di ricette fantastiche di tanti Autori meravigliosi


Ma andiamo adesso alla ricetta che qui vi posto. Sapete benissimo che uso da tempo gli squisitissimi Insaporitori Ariosto e non mi risparmio di usarli soprattutto con gli arrosti. Da quando poi è nato il nuovo insaporitore piccante, è veramente difficile resistere agli arrosti. Quasi mi perdevo il nuovo contest del mio amico Saverio e, avendolo saputo giusto in tempo, non potevo di certo mancare con la mia ricetta.
Questa volta volevo una ricetta semplice, ma che fosse d'impatto e allo stesso tempo un pò chic. 

Ecco che vi spiego quindi:

Con questa ricetta partecipo al contest 




e al programma di affiliazione 

Il mio Programma di affiliazione



INGREDIENTI:

1 kg di Iudisco di Scottona
Insaporitore Ariosto per carni arrosto gusto piccante
1 lt di brodo vegetale (fatto con 1 carota, 1 patata, 1 cipolla, sale e succo di limone)
2 noci di burro 
2 cucchiaini di frumina 


PROCEDIMENTO:

Innanzitutto fare il brodo vegetale con gli ingredienti indicati (io ho usato un pentolino al quale ho aggiunto acqua in cottura, ma voi potete fare direttamente il brodo in unica soluzione) . Il brodo deve essere caldo 


Massaggiare la carne con gli insaporitori e lasciarla riposare per circa 30 minuti dentro una rostiera



Metterla a cuocere con il burro e su fuoco alto. Apena comincia a sfrigolare sul fondo, lasciate cuocere per 1 minuto circa, lasciate che faccia una crosticina sul fondo. Girate la carne e cominciate a bagnare con il brodo.  Poi abbassate la fiamma, coprite e continuate a cuocere aggiungendo il brodo man mano che si asciuga e girando continuamente la carne. 


La cottura non dovrà durare oltre 30 - 35 minuti e sul fondo dovrà restare un pò di sughetto.Controllate se la parte più esterna e meno spessa  si presenta come in foto, significherà che  la carne è cotta.

Al centro,però dovrà risultare molto rosea  (mi dispiace aver dimenticato di fare la foto prima di versare il sughetto) . Tagliando si dovrà vedere l'interno al sangue 

Ma facciamo anche il sughetto adesso. Appena la carne sarà cotta, togliamola dalla rostiera e aggiungiamo, al sughetto rimasto, la frumina e lasciamola sciogliere completamente a fuoco basso, mescolando di continuo.


 Lasciamo addensare un pò il sughetto e poi filtriamolo

Risulterà di colore marrone scuro 

Versiamo il sughetto sulla carne e serviamo accompagnando con rucola 




Delicata e un pò chic..... proprio come io la volevo !
Baciuzzi a tutti, Enza!

martedì 15 marzo 2016

BACCALA' A SFINCIONE .....




Ecco che arriva Pietro con un nuovo contest......
Saprò anche mettere le mani in pentole e padelle, ma per quanto riguarda ricette storiche o legate ai monumenti, in generale, non ne parliamo e andiamo avanti.
Però, le ricerche si possono sempre fare.... eh eh eh, voi che dite???
Quindi uno di questi ultimi pomeriggi, messa davanti al pc, cominciai a pensare ai monumenti che regnano nella mia meravigliosa città e, chissà perchè, pensai subito al Palazzo dei Normanni 


(foto presa dal web)

Mah !!! Forse perchè Maestoso e Regale, forse perchè è una delle prime mete dei turisti, forse perchè a sovrastare questa Magnificenza, c'è la meravigliosa Cappella Palatina..... 


(foto presa dal web)


o forse perchè era proprio destino arrivare alla mia ricetta, che qui vi presento, ma  il Palazzo dei Normanni fu proprio la mia ispirazione e da qui arrivai alla ricetta.

Ovvio,  che dalla parola "Normanni", cominciai la mia ricerca e quindi a qualcosa che legasse questo Popolo ad una ricetta tipica della mia Palermo e pensate un pò.... approdai al "Baccalà"!!!

Certo, non tutti sanno che il Baccalà altro non è che un tipo di merluzzo che arriva dai mari del Nord e che quindi furono proprio i Normanni a portarselo dietro quando giunsero in Sicilia, intorno all'anno mille. 

No, perchè dovete sapere, che i Normanni (dai quali penso di essere una diretta discendente .... peccato, però, che non riesco a trovare i tesori dei miei Avi....), mica si muovevano con le navi ed un pezzo di pane.....macchè,  quelli si portavano dietro tutte le loro abitudini alimentari e con queste anche il "pesce bastone" . 

Il "pesce bastone", altro non era che il merluzzo, sviscerato e steso all'aria aperta,  a penzolare  da rami degli alberi affinchè si potesse asciugare. In questo modo il pesce si asciugava e si disidratava, riducendosi, appunto, ad un bastone.

In questo modo, i miei avi Vichinghi (e chissà che non ci fossero anche Asterix ed Obelix nella mischia....),  potevano solcare i mari del mondo,  con le stive piene di questo pesce che ben si conservava e oltretutto risultava leggero e nutriente. 

Ecco come arrivò il "baccalà" a Palermo. Il termine discende dalla lingua tedesco-scandinavo “bakel-jaw”, cioè pesce bastone o  stoccafisso che in inglese sta per “stock-fish”, che essiccato diveniva appunto un bastone.

Ora,  direte voi, che ci entra  qui il Baccalà con il contest di Pietro e Manu? Ci entra, ci entra!

I Palermitani, premesso che hanno  attribuito questo termine alle belle donzelle, giusto per fare un complimento piuttosto succinto (che non vi sto a specificare, caso mai fate qualche ricerca..... )  hanno sempre avuto la buona creanza di rendere buono tutto ciò che mettevano in tavola, seppure si trattasse di una pietanza povera. Volete che non lo facessero anche con il Bacccalà? Ovvio che proprio nella Patria dello sfincione .... nasce il "BACCALA' A SFINCIONE" e se non fosse nato tutto dal Palazzo dei Normanni, dai miei avi Vichinghi e dal contest di Pietro e Manu, non avrei mai saputo dell'esistenza di questa meravigliosa ricetta che ha sorpreso me e tutta la mia famiglia, che di solito non mangiamo il baccalà ......

     Con questa ricetta ho partecipato al contest 

        RICETTE MONUMENTALI ... 

..... E' HO VINTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO





INGREDIENTI
un filetto di baccala' (pezzo unico) di circa 700/800 gr
una latta di pomodoro pelato
olio extra vergine di oliva q.b.
1 cipolla grande
origano
2 o 3 pugni di pan grattato
sale e pepe q.b.


PROCEDIMENTO

Innanzitutto, fare un emulsione con il pomodoro pelato che avremo ridotto in poltiglia, olio, sale , pepe e origano


Mettere il filetto di baccalà in una teglia irrorata di olio evo



aggiustare di sale e pepe e mettere, sopra il pesce, le patate affettate, naturalmente prima lavate e pelate (aggiustate di sale, solo se ritenete necessario)



Ora affettate la cipolla e mischiatela al pomodoro pelato condito e versate il tutto sulle patate affettate, distribuendo bene e cercando di coprire l'intera superfice 



Ora spolverizziamo con il pan grattato 


Inforniamo per circa 30 minuti a 220° (io in forno ventilato) , più 5/7 minuti con funzione grill per far fare una crosticina in superficie. Controllate la cottura con la forchetta, se affonda morbidamente nelle patate, significa che potete uscire la teglia dal forno. 



Lasciate raffreddare un pò e poi servite porzionando.



Forse non ci crederete, ma davvero è una ricetta squisitissima, non pensavo che avrei mangiato un pesce così buono che è risultato morbido, saporito, profumato ..... che addirittura ha sorpreso anche mia madre che per la prima volta ha mangiato una specialità palermintana, non riconoscendo il gusto del Baccalà che pur conosce. 
Mio figlio, per esempio, che non gradisce molto il pesce, ha mangiato e anche volentieri.
 Quindi che dire...... 

- grazie Pietro e Manu che mi avete fatto riprendere gli studi di storia e di storia della mia Palermo......

- grazie ai "miei avi Vichinghi ", che se non avessero importato il Baccalà da molto lontano, oggi non avrei potuto cucinare una ricetta così squisita......

- grazie al popolo Palermitano che pur di mangiare bene, spendendo poco, ma sempre con gusto e profumo che pervade ogni poro della pelle, hanno inventato questo meraviglioso .....

BACCALA' A SFINCIONE 


Baci a tutti, Enza



sabato 27 febbraio 2016

CASSATA AL FORNO !


E pensare che io non amo proprio i dolci con la ricotta, da buona Palermitana credo di essere in netta minoranza rispetto al popolo della mia città, dove i dolci con la ricotta vanno per la maggiore.
Eppure stiamo parlando di un must della nostra pasticceria, qualcosa che davvero il Mondo ci invidia, un dolce classico, presente sulle tavole di tutti (oltre alla Cassata con glassa)  durante le feste pasquali.
Non avevo intenzione di fare la CASSATA AL FORNO, non era tra le mie priorità, fino a quando Maurizio mi disse che avremmo dovuto farla per SicilEat, approssimandoci alle feste pasquali appunto.
Perchè no?!?!?!?..... anche se non ne vado matta, è giusto fare e condividere  per i nostri cari lettori e non solo quelli. 
Mi ricordai di una chicca che mi svelò qualche tempo fa un cugino mio, che appunto aveva fatto il pasticcere lavorando in un biscottificio dal quale si sfornavano i dolci più buoni che io abbia mai mangiato.


Avevo già testato quella chicca su altri dolci con pasta frolla, anche piccole cassatine (se così si possono definire), ma credetemi, ciò che venuto fuori con la preparazione di questo dolce, è davvero straordinario, oltre ogni mia aspettativa e io, che non amo la ricotta, credo di aver mangiato il dolce più buono che abbia mai fatto!


Con questa ricetta partecipo al programma di affiliazione

Il mio Programma di affiliazione





INGREDIENTI:
 (Scrivo il totale degli ingredienti per la torta finita, ma man mano nei vari passaggi avrete le dosi esatte.
Quanto indicato serve per uno stampo 22 )

500 gr di ricotta di pecora
430 gr di farina 00
3 uova
1 tuorlo
1 pizzico di vaniglina pura
1 pizzico di sale 
130 gr di burro morbido
210 gr di zucchero semolato 
25 gr di acqua
2 cucchiai di yogurt bianco (io uso il mio kefir)
80 gr di gocce di cioccolato fondente
1 cucchiaino di caffè in polvere
bagna al rum q.b.
zucchero a velo q.b.



PREPARAZIONE:

Per la pasta frolla:
fare un impasto con 300 gr di farina, 130 gr di burro morbido, 1 uovo + 1 tuorlo, 80 gr di zucchero, 1 cucchiaino di caffè in polvere (io ne ho messo un po’ di più perché mi piace il gusto della frolla al caffè)


Ottenere un panetto liscio e compatto, di colore più scuro della solita pasta frolla. Avvolgere nella pellicola e mettere in frigorifero.



PER IL PAN DI SPAGNA:
montare 2 uova con 130 gr  di  zucchero . Unire 130 gr di farina setacciata e un pizzico di vanillina pura. Aggiungere l’acqua e fare assorbire all’impasto e  2 cucchiaio di yogurt bianco (io uso il kefir) . Unire mezza bustina di lievito per dolci e 1 pizzico di sale. Amalgamare bene gli ingredienti  e versare l’impasto in una teglia larga e bassa, ben imburrata e infarinata; il pan di spagna non dovrà alzarsi molto, ma dovrà restare sottile. Cuocere per 20 minuti circa a 170/180°.




PER LA CREMA DI RICOTTA:
tenere la ricotta a colare per circa 24/36 ore (il siero dovrà completamente colare e separarsi dalla ricotta).
Fatto questo procedimento, mettere la ricotta in un robot da cuna e frullare e velocità media con 100 gr di zucchero. La crema dovrà risultare vellutata.


Mettere la crema in una terrina e aggiungere  le gocce di cioccolata. Amalgamare con una spatola. Rimettere la crema, così ottenuta,  in frigorifero.


ASSEMBLAMENTO:
prendiamo la pasta frolla dal frigorifero (risulterà molto dura); lavorarla un po’ con le mani affinchè si scaldi e si possa stendere. Dividiamola in due parti, una più grande dell’altra. Con l’aiuto di due fogli di carta forno, stendiamo il pezzo più grosso cercando di formare un cerchio. Mettiamo la pasta frolla stesa dentro la tortiera ben imburrata e infarinata e foderiamo bene la tortiera con la frolla.



Ora prendiamo il pan di spagna ed otteniamo un cerchio del diametro del fondo della tortiera. 



  Mettiamo il disco di pan di spagna sulla pasta frolla  e bagniamo con il rum.




 Versiamo la crema di ricotta e livelliamo bene.



Stendiamo il secondo pezzo di pasta frolla e copriamo la crema, ma senza pressare e facendo combaciare bene i bordi, togliendo le parti in eccesso.



Inforniamo per 30 minuti circa a 180° (ma fate attenzione a controllare la cottura; ogni forno ha le sue caratteristiche e potrebbe volerci qualche minuto di più o di meno ).
Finita la cottura, fate raffreddare completamente la cassata prima di sformarla e facendo attenzione che il bordo della torta si sia completamente staccato dal bordo della tortiera. Eventualmente aiutatevi con un coltello appuntito facendo attenzione a non rompere la torta. Capolgete la cassata fredda su un vassoio e mettetela in frigorifero almeno 3 ore prima di consumarla (e se la mettete per un giorno intero sarà meglio).

Spolverizzate di zucchero a velo prima di servire.


Non so se per caso o per fortuna, ma trovare la frolla croccante, fragrante e particolare con una crema di ricotta fresca e squisita, quando di solito l'umidità della stessa crema fa ammollare la pasta frolla..... non trovare per nulla stucchevole un dolce che di solito, per quanto possa piacere, potrebbe anche "sdegnare "; trovare piacere culinario ed appagare la gola con la mia "CASSATA AL FORNO" ..... tutto ciò mi ha davvero sorpresa, al punto che ho provato emozione per la riuscita di un dolce che la maggior parte dei Siciliani amano.
Ancor meglio, ad avvalorare il mio pensiero, quando al primo boccone, Sandro (che al contrario ama i dolci con ricotta) esternò il suo pensiero: " buono, anche meglio delle pasticcerie, non è troppo dolce e per nulla molliccio...." mi diede conferma della mia riuscita.

Ragazzi....... un vero capolavoro!

Baci a tutti, Enza !


Trovereta la ricetta anche su

giovedì 25 febbraio 2016

Pane Pieno...!


Ma vi è mai capitato di volere fare  qualcosa di strano?
No vabbè....... l'idea mi venne dopo aver visto le foto di alcuni amici che fecero una vacanza nei paesi del nord Europa. Una sera si trovarono in un locale dove gli fecero mangiare una zuppa servita dentro un pane grande e svuotato dentro, coperto dalla stessa calotta a far proprio da coperchio.
Mi intrigò così tanto quel pane che mai lo dimenticai. Rimandavo solo di tempo in tempo, ma sto tempo non arrivava mai. Volevo saperne di più e studiare un pò la ricetta, il ripieno.... almeno solo per potermi avvicinare, ma mai ci riuscii. Un giorno mi venne proprio voglia di farlo sto panone pieno e servito a tavola a mò di zuppiera. Io sono per le cose strane e particolari e che un pò sorprendono tutti, ma non avendo studiato la ricetta, evitai di fare una zuppa per evitare che il pane si inzuppasse troppo e cominciasse a colare da tutte le parti , però trovai la complicità degli ingredienti che avevo in frigorifero e che avrei dovuto necessariamente usare in quei giorni,  quindi.... si.....era quello il momento, dovevo fare il mio "pane pieno" e fu così che mi decisi ......


Con questa ricetta partecipo al programma di affiliazione

Il mio Programma di affiliazione

INGREDIENTI:
- Per il pane:
260 gr di farina manitoba
210 gr di farina scura per pane nero
180 gr di farina ai 5 cereali
330 gr di acqua
200 gr di lievito madre
60 gr di olio evo al peperoncino
15 gr di zucchero
10 gr di sale

-Per il ripieno:
funghi bianchi q.b.
2 cipolle
prezzemolo q.b.
mezzo bicchiere di vino
zenzero fresco
2 patate
1 zucchina genovese
1 melanzana nera
20 pomodorini di pachino
1 confezione di durelli di pollo
sale e pepe q.b.


Un paio di giorni prima di fare la ricetta fare il pane

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e sciogliervi lo zucchero. Mischiare le farine e disporle a fontana.
Compinciare ad impastare versando il liquido con il livieto e l'olio. Far amalgamare bene tutti gli ingredienti ed infine aggiungere il sale. Impastare per diversi minuti fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Formare una sorta di pagnotta e metterla dentro una teglia alta foderata di carta forno (io ho usato una teglia in alluminio di quelle che si usano per le torte da cake design) e facciamo delle incisioni in superficie


lasciamo lievitare il pane fino al raddoppio (ci vorranno diverse ore)


Inforniamo a 220° per circa 30 minuti o anche di più, facendo attenzione che la calotta non si colori troppo. In quel caso, prendete un foglio di carta forno e mettetela sopra e continuate la cottura (e non fate come me che ho dimenticato di controllare ....... ).

Lasciate raffreddare il pane cotto e toglietelo dalla teglia. Ora dimenticatelo  per 2 giorni
Ecco il pane come dovrà risultare grossomodo




Il giorno in cui faremo il pane pieno 

Affettare la cipolla e soffriggerla in olio evo. Aggiungere i funghi puliti e tagliati a pezzetti


Mescolare e saltare un pò ..... aggiungere lo zenzero grattuggiato

aggiungere il prezzemolo e il vino e fare sfumare. 
Lasciare cuocere completamente

Finita la cottura, facciamo una vellutata di funghi e lasciamo da parte la crema


Laviamo le patate, peliamole e tagliamole a cubetti


Facciamo la stessa cosa con zucchina e melanzana

In pochissimo olio evo e separatamente, saltiamo le patate e la zucchina con la melanzana

Teniamo tutto da parte

Ora passiamo ai durelli di pollo. Laviamoli bene e lasciamoli colare

Facciamo dei pezzi più piccoli

Mettiamo in padella pomodorini e cipolla e olio evo 


facciamoli saltare e cuocere per qualche minuto. Aggiungiamo i durelli, aggiustiamo di sale e pepe e continuiamo la cottura



Ora prendiamo il pane, messo a riposare da 2 giorni e togliamo la calotta superiore

Svuotiamolo tenendo da parte la mollica

Togliamo la mollica anche dalla calotta

Mettiamo il tutto in una teglia e scaldiamo in forno, a temperatura 180° per qualche minuto (facciamo tostare l'interno)

Ora assembliamo:
 Tagliaimo il formaggio a cubetti 


e mettiamolo alla base del pane svuotato con un pò di mollica 

Ora procediamo con gli ortaggi

ancora cubetti di formaggio formaggio

Ora i durelli già cotti

Copriamo con la crema di funghi

Spennelliamo l'interno della calotta di olio evo e mettiamola e copriamo il pane pieno

Inforniamo giusto il tempo di far sciogliere i formaggi 

Vista così potrebbe sembrare un lavoro lungo e laborioso, ma vi assicuro che non lo è ..... fatto il pane, bastano un paio d'ore e tutto sarà pronto da mettere in tavola.
Mi raccomando, questo è un pane che si mangia in comune. In famiglia si può fare, ma anche tra cari amici che amano condividere. Oppure fate lo stesso con dei pani più piccoli, proprio a voler fare delle porzioni singole. Finito il condimento, mangiate anche il pane ..... avrà preso un gusto davvero strepitoso.



Baci a tutti, Enza!